lunedì 22 aprile 2013

Bluerose - " Fallen To Heaven "


A cura di Manuel Polli

Bella storia, quella di Bluerose. O meglio, bella storia i 18 brani che compongono questo disco, un concept-album basato sulla storia di Bluerose, appunto, angelo caduto sulla terra che, suo malgrado, dovrà fare i conti con essa e con tutte le emozioni ed i sentimenti che derivano dalla vita terrestre. Emozioni contrastanti, ovviamente, che vanno dalla solitudine all'amore, con le quali uomini e donne convivono da sempre, non gli angeli.

Bluerose è anche il nome di questo collettivo triestino, che con “Fallen To Heaven”, loro prima fatica in studio, propongono un hard-rock compatto, non disdegnando aperture verso sonorità più metal ma neppure verso ambienti più morbidi, in pieno stile power-pop.

E' il 2006 quando Riccardo Scaramelli (voce, chirarra, piano) fonda il gruppo, riuscendo, tra live e cambi di line-up, a registrare a livello amatoriale circa 200 pezzi. L'incontro nel 2009 con Cristiano Primosi, (batterista e co-arrangiatore) spiana la strada alla creazione di un vero e proprio prodotto discografico, che vede la luce nel 2011. A completare la band Guido Lucchese (basso), Giuliano Soranno (chitarra) e Sebastiano Camaraz (chitarra), il tutto ben amalgamato da una produzione davvero pulita e ben riuscita che ne esalta i toni epici ma anche quelli malinconici.


 “Fallen From Heaven” si lascia piacevolmente ascoltare, tra soli di chitarra più o meno heavy e
virtuosismi vocali (impossibile non citare come fonte d'ispirazione il movimento hard americano 80/90), e non ingannino le 18 tracce, 8 di esse non superano i due minuti, non appesantendo così l'ascolto e fungendo da azzeccate overture strumentali per gli episodi principali. E così, dopo l'iniziale “The Fallen”, comincia la girandola di emozioni: “Eyes To Eyes” scopre subito la buona estensione vocale, completata da una chitarra potente e molto presente, mentre la sezione ritmica basso-batteria sorregge il tutto senza mai strafare ma non perdendo un colpo, “Wasted” presenta probabilmente il migliore assolo di chitarra dell'intero album mentre la solitudine viene a galla nella gradevole ballata di “Lonely Days”,”On Througt The Night” si spinge in ambienti al confine col pop ma c'è spazio anche per il folk-rock della finale “No One But You”, ancora molto propensa alla ballata pop ma senz'altro un degno finale per un disco che va ascoltato dalla prima all'ultima traccia senza interruzioni.

Dopo un contratto siglato con Areasonica Records che non può che far ben sperare per il futuro, il nuovo album “Darkness And Light” è già pronto e, in attesa di ascoltare il lavoro completo, si può ascoltare il singolo che ne anticipa l'uscita.

Di certo una bella realtà da seguire del rock made in Italy.







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