martedì 4 dicembre 2012

X-Ray Life: nel nome del grunge, lo zeitgeist è cambiato !


Ecco un disco appena sfornato , caldo  e succulento come il pane ben fatto che accontenterà gli amanti del rock anni 90. Il 10 Novembre è uscito il primo album degli X-ray Life dal titolo omonimo. I ragazzi vengono da Venezia e dopo neanche un anno dalla formazione il gruppo ha gia visto le proprie canzoni uscire prima su alcune compilation come »All we need« sponsorizzato dalla Repubblica-XL magazine e ora sul primo LP per l’Atomic Stuff Records. Sul disco troviamo undici brani (tra i quali la cover di Suzie Q) che vanno dal rock blues al grunge. Un'altra band eclettica dunque...? mmmm,,,Non proprio. I brani lasciano comunque una sicura sensazione di avere a che fare con un band che possiede ampiamente una propria identità . C'e' un spassosa e costante  un'impronta grunge caratteristica degli X-ray Life che collega un po' tutti i pezzi, sia quando è il turno dei vari  ritornelli amareggiati oppure quando è la volta  dei riff a carica dirompente alla Alice in Chains e direi anche in direzione Stone Temple Pilots a tratti !( specie in alcune armonizzazioni vocali) Di certo non sono melodie leggere e solari a pilotare questi pezzi, anzi si può affermare che ascoltando le canzoni e come se le melodie stessero lontano e sono le atmosfere o i backing vocals quelli che ci trascinano uno dopo l'altro attraverso il disco. Una sensazione di certo piacevole. Gli arrangiamenti sono scorrevoli e non tendono a complicare la vita:  segno evidente  di una certa maturità all' interno della band. Anche lato testuale la filosofia e l’estetica sono tipicamente grunge. Una voce cantata “tra i denti” (forse l’unica forma d’aggressività nella pacifistica apatia dei “ribelli giunge) per ottenere quella graffiante melanconia della generazione Seattle anni ' 90. Una generazione contro l’artificiale, il consumismo e l’immagine fine a se stessa . Nella “Machine Gun Kelly”, primo singolo del disco, sentiamo: “Hey I don't love my face/I don't love my age/ I don't love my name/ I don't love to smile in the pics”. Oggi eè difficile che questi versi riflettano al meglio il sentimento dell' attuale  generazione. E' perfettamente legittimo restare nei ' 90, perché no..chi ce lo vieta ? Forse anche le cause della crisi sono simili a quelle di quegli anni, pero “la risposta che soffia nel vento” oggi è molto differente dalla “I want you sad n' insane”.  La generazione d’oggi ha smesso di essere apatica e introversa, ha voglia di cambiamenti, di essere resa partecipa,  di essere inclusa nello svolgersi empatico dei fatti, in un parola  attiva. Lo zeitgeist è cambiato.  Resta lo  X-ray Life: un disco assolutamente da ascoltare per gli amanti dei anni 90.               
  B.B ( non sono bridgitte)

             

Nessun commento:

Posta un commento